C’è di che essere allegri

C’è di che essere allegri

 

Dopo  il mio saluto affranto, contrito, costernato dell’ultima lettera

che  ho inviato, ora non posso che aprire questa mia nuova con un sorrisone,

e non solo il mio ma anche quello di tutta la mia truppa.

 

Questo grazie alla grandissima dimostrazione di affetto e apprezzamento

che ho ricevuto in risposta alle mie paturnie.

 

Ci voleva proprio questa botta di vita a inizio d’anno. Ed è stata

la prova che ogni tanto bisogna fare il punto della situazione.

 

Quando si cammina insieme è così: ogni tanto bisogna fermarsi.

Guardare chi si ha intorno. Fare la conta di chi c’è, chi è avanti,

chi è indietro e chi si è perso.

 

E poi si ricomincia, non tanto con l’ansia di arrivare chissà dove,

ma con il piacere di godersi il Cammino e la Compagnia. Quella

di chi si trova sulla stessa strada semplicemente perchè si cammina

tutti nella stessa direzione.

 

Andiamo avanti allora, ripartendo dalla ricetta del campione

della scorsa Maratona del Risotto.

 

ok blog

 

Non ti allarmare, il polpo non lo sto mangiando nè limonando,

lo sto solo frollando. Leggendo capisci il perchè.

 

Grazie Grazie Grazie, ma veramente di cuore a tutti quelli che mi hanno scritto

e anche a quelli che mi hanno solo pensato;

e anche ai tanti altri che non mi hanno scritto e non mi hanno pensato,

perchè i motivi possono essere infiniti.

Ma non importa, tanto se camminiamo nella stessa direzione, prima o poi ci si incontra.

 

L’oste, Renato Collodoro, con tutta l’allegra compagnia

 

 

 

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