Cena… (veramente) di Solidarietà

Cena… (veramente) di Solidarietà

 

Visto che capitiamo nella ricorrenza di San Giuseppe, per questa nostra Cena di Solidarietà mi è venuto in mente di ispirarmi ad una tradizione che a Gela, la città siciliana dove sono nato, si ripete ogni anno: Le Cene di San Giuseppe.

 

In ogni quartiere alcune famiglie aprono la loro casa imbandendo un sontuoso banchetto per i poveri. In una stanza viene allestito una sorta di altare scenograficamente addobbato con fiori, tessuti ricamati, ramoscelli di alloro, mirto, aranci e immagini del santo e della Sacra Famiglia, che viene poi arricchito da ogni ben di Dio. Primizie di ogni genere: pagnotte con forme simboliche e un’infinità di cose buone che altre famiglie del quartiere portano in quantità. Infatti la famiglia promotrice NON DEVE fare tutto da sola, anche se ne ha le possibilità economiche: si deve prodigare per coinvolgere tutti gli amici, conoscenti e parenti del quartiere, CHIEDENDO – in segno di umiltà – di contribuire alle Cene. Il giorno della festa si presenta la famiglia povera, rappresentando la Sacra Famiglia: un uomo, vestito con una tonaca bianca, accompagnato da un asinello con una giovane donna in groppa, coperta da un velo azzurro, che tiene in braccio un bambino. Il rito prevede che la famiglia, dopo aver bussato alla porta per chiedere ospitalità, venga accolta con ogni onore e invitata a sedersi a mangiare ad un tavolo apparecchiato sontuosamente, assaggiando delle pietanze preparate con prodotti che salutano la primavera. Poi, finita la festa, tutto ciò che è arrivato in quella stanza viene portato nella loro casa.

 

 

Perciò ti CHIEDO di contribuire ad imbandire la nostra tavola per condividere tutti insieme le nostre specialità. Devi portare una cosa sola, non preparare un banchetto per tutti.

Il piacere di deliziarci è, però, finalizzato a quei poveri che non aspettiamo che vengano a bussare alla porta, ma siamo noi a portar loro i beni ricavati.

 

Quindi, ricapitolando…

 

Quando: Domenica 19 marzo, alle ore 19.00

 

Dove: Ristorante Oryza – via Bertola 57 – tel. 011-5130574

 

Cosa: Cena di Solidarietà

 

Come: ognuno porta UNA specialità a disposizione di tutti e io ci metto tutto il resto, o quello che manca. Se non puoi fare una specialità, rivolgiti a qualcuno di tua fiducia e portala lo stesso. E mi raccomando non fare come quel genovese che, invitato ad una festa dove ognuno portava qualcosa, disse: ‘Io ho portato mio fratello.

 

Oltre a questo non c’è niente da pagare, se non lasciare un’offerta libera ma sincera per dare un senso alla Cena e al valore della SOLIDARIETA’: quella rete di fili sottili, a volte impercettibili, che ogni tanto si tendono, ridestandoci dal torpore della consuetudine per ricaricare la nostra umanità.

 

Per prenotare o chiarirti dei dubbi su cosa portare, scrivimi a questo indirizzo:

renato.collodoro@31gennaio.net

 

 

12 commenti to Cena… (veramente) di Solidarietà

  1. Tutto bellissimo ma , per favore, non mettere, per un’altra volta, il nome di Salvini accanto a quello del papà!

    • Ciao Fabiana, è una provocazione per fare capire che tocca tutti, anche quelli che pensano solo a guardarsi l’ombelico.
      Un abbraccio

      • Signor G,

        In questo spazio l’insulto anonimo non è consentito. La scarsa capacità di cogliere l’ironia, anche!
        In ogni caso le mie parole sono supportate dal nostro impegno, non dallo sproloquio.

  2. Caro Renato,

    Innanzitutto W le donne! Oggi è la loro Festa.

    Noi non possiamo venire alla Cena di Solidarietà, perchè il 19 marzo 2017 siamo a Sanremo
    (Festa del Papà e corsa ciclistica Milano-Sanremo).

    Al nostro ritorno continueremo ad essere presenti sia alla Mezzaluna che a Oryza.

    Fai un buon viaggio in Etiopia per l’inaugurazione del nuovo pozzo d’acqua.
    Siamo sicuri che i circa 700 etiopi (fra bambini, studenti e insegnanti) saranno felici!!!

    Luigi e Caterina

  3. Ciao Renato!
    anch’io non posso partecipare, ma prometto che sarò presente alla prossima iniziativa!!1

    Buon viaggio in Etiopia
    Margherita

  4. Caro Renato, non finirò mai di rallegrarmi e di ammirarti per ogni tua iniziativa, soprattutto quanto l’energia, l’impegno e la dedizione sono rivolti alla realizzazione di un concreto progetto, frutto di altruismo e tanto Amore.
    A Persone come te e alla tua Famiglia che ti sostiene anche in queste iniziative, sento di esprimere gratitudine. La tua Amicizia, i tuoi comportamenti mi sono d’esempio e di aiuto a migliorarmi.
    p.s. tutto il profumo dei limoni di Pietro, nelle indicazioni di Daniela, per un buon inizio di giornata. Grazie.

    • Grazie carissimo Luigi, per l’affetto che ci dimostri. Grazie anche per il profumo di limoni con cui ci auguri una buona giornata.
      Un abbraccio grande
      Renato

  5. Caro Renato vedo e condivido la tua azione meritevole nei riguardi di chi ne ha tanto bisogno,vedo che hai organizzato una cena di San Giuseppe a favore dei più bisognosi .Grazie per la tua opera meritevole per i più bisognosi e per il tuo continuo impegno Grazie di essere tuo amico, un caloroso saluto alla Daniela che ho avuto il piacere di conoscere e un abbraccio a tuo Papà che ci sentiamo spesso a telefono.Dato che sono lontano e mi viene difficile partecipare. Appena mi e possibile ti invierò una piccolo contributo che devolverai per i tuoi nobili fini Ciao un abbraccio

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