Cronaca di una Sagra… e qualcosa di più

Cronaca di una Sagra… e qualcosa di più

Moglio è un borgo sulle colline di Alassio, dove le case sono sovrapposte l’una sulle altre come per darsi sostegno. Edificate in tempi in cui sostenersi era il modo per arrivare a godere dell’ultimo raggio di sole che pone dietro le altre colline, verso cui le finestre lo salutano.

A Moglio ancora oggi c’è la voglia di sostenersi, diversamente dal passato ma senza dimenticarlo. Cosicché i mogliesi, con la Società di Mutuo Soccorso, tutti gli anni organizzano la Sagra della Ventre, che sarebbe la trippa del tonno, in quanto molti di loro erano tonnarotti che andavano a fare la stagione per le mattanze in Sardegna.

Quest’anno la Sagra è stata particolarmente sentita dai mogliesi, perché rischiava di sparire nel passaggio dai vecchi ai giovani.

Io e Daniela, oltre che appartenere alla categoria dei giovani, siamo anche membri della SMS – come avrai capito, non è un messaggio – perciò anche noi, per spirito di fratellanza, abbiamo dato il nostro contributo cuciniero alla comunità.

 

E poi, ispirato da tante cose buone, mi è venuto di raccontarlo così…

 

Ingredienti speciali per palati forti

 

«Che buona la Ventre, mi è sembrata persino più buona degli altri anni» ha detto un tizio alla Giovanna, che insieme alla Nuccia quest’anno si sono ritrovate a prendere le redini della cucina della Società di Mutuo Soccorso di Moglio, raccogliendo l’eredità della mitica Marisa. Che non ha mancato però di dare gli ultimi preziosi suggerimenti prima di congedarsi sommessamente per la fatica degli anni e degli acciacchi che si portano appresso.

 

«Mi fermerei ancora ma mi viene il magone a stare lì e non poter fare quello che ho sempre fatto» risponde la Marisa all’affettuoso invito di rimanere ancora, almeno a supervisionare.

 

Il passaggio di testimone ha funzionato, la Ventre è stata gustata con apprezzamenti entusiastici da tutti i partecipanti alla Sagra e soprattutto anche tra gli addetti ai lavori, che si sa: sono i più critici.

 

Ma quali ingredienti particolari in più aveva questa volta per essere così buona?

 

Oltre alla ventre, che è la pancia (la trippa) del tonno, c’erano altre interiora… ma non del tonno, quelle di chi ci ha creduto a salvare la tradizionale sagra, che rischiava di scomparire nel vortice del  passaggio generazionale. Sempre faticoso.

 

C’era il cuore.

La passione, l’amorevolezza, la cura affettuosa per cucinare qualcosa che è più di una pietanza: è la Storia di una Comunità, che si racconta attraverso le proprie tradizioni rivitalizzandone l’identità e lo spirito di appartenenza.

 

C’era il fegato.

Il coraggio di non rinunciare, di uscire fuori da qualche schema un po’ anchilosato, di aprirsi a nuove, o rinnovate energie. Il coraggio di fronteggiare il pessimismo e la sciatteria del: Tanto non ne vale la pena…

 

C’era il cervello.

L’intelligenza di adattarsi ai cambiamenti, di usare la tecnologia per comunicare affidandosi alla conoscenza e alla praticità dei più giovani, che hanno saputo rendere virale un coinvolgimento sempre più incalzante ed entusiasmante.

 

Questi sono gli ingredienti che fanno la differenza, che ben dosati rendono più saporiti i piatti e soprattutto… la Vita.

 

E ora scorriamo una rassegna di immagini….

1

Eccoci beccati con le mani in pasta…

2

La Giovanna avvia la Ventre alla seconda cottura…

3

Intanto la ciurma pela le patate…

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…e la Nuccia si dedica ai pinoli con arnesi più che rudimentali

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Anche le giovanissime cuoche si cimentano con la nonna Giovanna…

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Ma l’ultima parola è della Marisa, che dà gli ultimi ritocchi…

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Non bisogna però trascurare il cinghiale, sennò si offende…

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E’ il momento di assaggiare, mentre chi l’ha fatto è già in estasi…

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Le frittallare sono all’opera come in un rito di stregoneria….

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Neanche alla griglia si scherza… fanno di tutto per mettersi in evidenza.

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Ma i pescatori di Laigueglia, invitati per l’occasione, voglio dire la loro… con un buon fritto di paranza.

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Non c’è che dire… anche i due Peppini più famosi nella storia d’Italia

sarebbero fieri della loro Società di Mutuo Soccorso di Moglio.

7 commenti to Cronaca di una Sagra… e qualcosa di più

  1. Bravissimi!!!!!Una testimonianza veramente toccante che apre il cuore alla speranza Tutto cio’ che c’e’ di buono nelle antiche tradizioni non andra’ perduto perche’ ci sono persone intelligenti che sanno passare il testimone e altre che con umilta’ e gratitudine sanno raccoglierlo

  2. Bentornato “Il buon mangiare” news! Il reportage sia giornalistico che fotografico- oserei dire anche sensoriale- merita senz’altro un riconoscimento.
    Agosto, Moglio mio non ti conosco! Tu non solo ci hai fatto conoscere Moglio, ma ci hai fatto apprezzare la vivacità e l’operosità degli Amici della Società di Mutuo Soccorso e l’Amore per il loro Paese. Un augurio e un abbraccio alla Signora Marisa, così grande da abbracciare tutti.
    Io di particolare ho mangiato- per rispondere alla tua richiesta- insalatina di ricciola con frutti di bosco, risotto con ostriche e asparigina di mare, trippa di rana pescatrice.
    Un caro saluto a tutta la piazzetta.

    • Caro Luigi, non ti fai mai trovare spiazzato… Senti senti di che piatti ci racconti. Cose sopraffine da vero buongustaio.
      Ti ringrazio tanto, anche a nome dei mogliesi, per l’affettuoso apprezzamento.
      Un abbraccio
      Renato

  3. Grande reportage!, come sempre d’altronde….
    Purtroppo non posso ricambiare, nel senso che ho mangiato sì, ma niente di eccezionale, però mi sono rotolata nel fango (possiamo dire impanata?) e poi sbollentata nell’acqua termale (sono indecisa tra la cottura lessa e quella al vapore)…vedi un pò tu se riesci a tirare fuori una ricetta!
    A presto ed un abbraccio
    Emanuela

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