E dopo le feste… Canarino per tutti

E dopo le feste… Canarino per tutti

 

Questa è una ricetta assolutamente vegana, e anche animalista, perchè il canarino non è da mangiare dopo averlo spiumato, ma da bere.

 

Si chiama Canarino, questo salutare infuso, per il suo colore giallo che ricorda, per l’appunto, l’uccellino Titti tanto caro a Gatto Silvestro.

 

E’ un rimedio antico, davvero semplice ed efficace che  aiuta ad acquietare qualche rospetto rimasto a saltellare sullo stomaco, ritrovando la quiete di uno stagno ricco nifee e libellule che si rincorrono soavemente.

 

Per fare il Carino ci vuole poco e niente.

 

Prendi un limone, possibilmente non trattato, di quelli che, se hai la fortuna, raccogli direttamente dall’albero, altrimenti te lo fai dare da chi ce l’ha. Se nemmeno conosci qualcuno che ha l’albero, vai a comprarlo! Ma mi raccomando, dev’essere di quelli non trattati: brutto, rugoso e con qualche foglia ancora attaccata.

 

Poi monda la scorza, avendo cura di togliere solo la parte gialla e mettila in un pentolino con acqua portando a ebollizione; unisci delle foglie di alloro o di salvia, o tutte e due. Nel caso di meteorismo, aggiungi dei semi di finocchio: assorbono tutto loro, e da semi si trasformano boriosamente in finocchi, pieni di sé… evidentemente si danno un sacco di arie.

 

Infine lascia riposare la tisana per qualche minuto e dolcifica con miele o zucchero. Se vuoi che ti accompagni a letto con un sonno pesante, aggiungi della grappa: quanto vuoi dormire, tanto ne puoi aggiungere. A tua discrezione. Ma se esageri e ti svegli con un cerchione alla testa, non mi chiedere quale tisana te lo può togliere. Non lo so! Forse è meglio ricorrere al tuo gommista.

 

 

16 commenti to E dopo le feste… Canarino per tutti

  1. Grazie Renato,
    ottimo il canarino!
    Pero’ non dimentichiamo anche lo sport aiuta.
    Consiglio,salto del pasto,lancio del piatto e tiro della cinghia.

  2. …una ne fa e cento ne pensa, si diceva un tempo molto lontano dei piccoli un po’ vivaci a cui le Mamme non riuscivano a star dietro!
    Caro Renato ti auguro il buongiorno con questo ricordo dell’infanzia a cui mi hai riportato.
    Il tuo ultimo lavoro letterario è stato molto apprezzato, recensito con **** su ***** e trascorre ora le giornate con gli altri miei amici libri, al “piano nobile” di una accogliente libreria.
    Un abbraccio, a presto.

  3. Il “canarino” l’ho conosciuto e apprezzato anni fa in un certo ristorante…..colpita da mal di stomaco prima della cena. Renato me lo consigliò e preparò. Il rimedio fu efficace in poco tempo e quindi lo consiglio.
    Alla prossima cena
    Stefania

  4. Buon giorno a Te Renato e a Tutta la “banda” e (visto che siamo ancora nella prima quindicina di gennaio) BUON ANNO che essendo un 18….dovrebbe almeno garantirci il 18 politico !!!ed ora due riflessioni: prima: non abbbiamo mai temuto di essere hacherati dai tuoi” clicca qui” anzi lieti di essere contagiati dalla tua allegria dalla tua verve ironica e pungente; seconda :al tuo suggerimento del canarino noi alterniamo quella del buon bicchierino seguendo l’invito di Aristofane che afferma:”Presto presto…passami un bicchier di vino in modo che io possa BANARE la mia mente e dire qualcosa di intelligente.”
    un abbracciooooone
    Anna Pierluigi

  5. Ehi Renato! Quando dico che tu sei per me uno di famiglia è perché racconti sempre qualcosa che mi riporta a piacevoli ricordi familiari… da piccina mia nonna mi coccolava con il canarino prima di fare la nanna!!
    Un grande
    Alessandra

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