Il conforto delle castagne

Il conforto delle castagne

 

Se c’è una cosa che non riesco a comprare quando vado al mercato, queste sono le castagne. Mi sembra di mercificare ciò che, per me, rappresenta un rapporto di gratuità con la natura.

Per raccogliere le castagne non occorre una licenza, come per i funghi; e non devi neanche essere un esperto per evitare quelle velenose: non esistono. Puoi semplicemente andare nel bosco e raccoglierle, per terra, senza arrampicarti sugli alberi a prender loro ciò che magari vorrebbero ancora tenersi finchè non decidono di lasciar andare. Basta saper aspettare.

 

Ci pensa il riccio, che intanto cadendo si è  infrattato… imboscato tra le foglie, ad annunciarti, attraverso una feritoia, che le castagne sono pronte per uscire e affrontare il loro destino. È vero puoi pungerti mentre dilati il riccio, ma è sufficiente un po’ di accortezza. La gratuità non è scontata: hai suoi costi, che però non sono quelli che siamo abituati a considerare tali.

 

Una volta raccolte le castagne diventano il tepore che affronta il primo freddo. Diventano Casa. Famiglia. Amici. La gratuità a cui aspiriamo.

 

Per fare il risotto con le castagne e la salsiccia, ho dovuto però comprarle. Primo, perché nei boschi, di questo periodo, non ce ne sono più e poi perché le usiamo per la Maratona del Risotto, che non è gratuita… né per noi che lavoriamo, né per chi decide di venire a gustare i piatti che proponiamo. Sono gratuiti, però, l’impegno e la passione che ci mettiamo per  cercare  di soddisfare i nostri ospiti (non mi è mai piaciuta usare la parola clienti), che ci ricambiano con il loro apprezzamento, altrettanto gratuito.

 

In definitiva, per chi vuole cimentarsi – gratuitamente o a pagamento – l’importante è farlo bene. Quindi fate bollire le castagne, sbucciatele senza avere cura di lasciarle intere, tanto si sbricioleranno comunque; in una padella antiaderente fate soffriggere la salsiccia a pezzi grandi, dopo toglietela dalla padella e fatela a pezzettini; nella stessa padella, senza lavarla, fate tostare il riso con dello scalogno tritato, olio e burro; poi sfumate con vino rosso e prima di imbrodare aggiungete le castagne e subito dopo unite anche la salsiccia.

 

Per chi invece vuole gustarlo insieme agli nove altri risotti, partecipi alla Maratona del Risotto.

 

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