Il Menù degli Scarti

Il Menù degli Scarti

Per questo menù della cucina di recupero, avremmo potuto proporti ogni genere di frattaglie di carne o di pesce, in particolare di maiale e di tonno, ma visto la stagione e i gusti contemporanei, abbiamo optato per cose più leggere ma pur sempre sfiziose.

 

Pane Tosto condito con pomodorini, olive, basilico e cacioricotta di capra

Una volta buttare il pane era un vero sacrilegio, per cui le massaie si ingegnavano per recuperarlo e rendere appetitoso e nutriente anche il pane secco.

 

 Frittata Cafona (La pasta fritta)

Mia mamma la domenica a pranzo faceva la pasta al forno, ma ne faceva sempre in più perché pareva male se ne mancava, e poi perché poteva sempre arrivare qualcuno senza preavviso. La pasta era buona, ma il vero sfizio era mangiare quella avanzata fritta, mentre guardavamo in televisione lo sceneggiato della domenica.

 

Mesciua 

Un piatto tipico della cucina genovese fatto con le granaglie  (legumi e cereali) che i camalli (scaricatori di porto) raccoglievano dai sacchi bucati mentre li caricavano sui bastimenti. Un po’ da un sacco un po’ da un altro, quello che raccoglievano lo portavano a casa e le mogli ne facevano delle zuppe profumandole con un cucchiaio di pesto, neanche a dirlo alla genovese. Te lo presentiamo questa volta in versione insalata.

 

Pasta alla tonnarotta

Di questo piatto sono talmente appassionato che c’ho scritto pure una poesia. Per cui non ti dico di più, anche se dovresti conoscerlo se sei già venuto all’Osteria Mezzaluna. Se vieni non perdi l’occasione di sentirmela recitare.

 

Ciuppin

E siamo di nuovo in Liguria. Questa è una zuppetta di pesce fatta con il pesce di paranza, quei pescetti che rimangono imbrigliati in mezzo alle reti e a venderli non li vuole nessuno. Si cuoce, si passa tutto, e così non bisogna rendere conto a nessuno di quello che c’è dentro.

 

E finiamo con il dolce che non può essere altro che una Torta di pane 

 

Il vino e l’acqua non è di recupero, come quella del carcere di cui ti ho accennato nell’invito.

Il vino è il barbera che abbiamo sempre e l’acqua è quella di Fassino, ma depurata da noi.

 

Il prezzo tutto compreso è di 25 euro a persona, che tutti, SENZA TENERCI UN CENTESIMO, vanno a finire nel pozzo… d’acqua in Etiopia.

 

Con i miei più gustosi saluti

Renato Collodoro

 

2 commenti to Il Menù degli Scarti

  1. Come sempre encomiabile la finalita’ dell’iniziativa. Poi che belle le proposte di piatti poveri tradizionali, la frittata cafona, la mesciua, il ciuppin, la tonnarotta. Gia’pronunciandoli, questi piatti, ci fanno venire in mente antichi sapori, il calore della Famiglia, il piacere delle piccole cose.
    Bravi per la coerenza, di millantatori e professoroni ce ne sono gia’ troppi in televisione e la’ stanno bene. E’ evidente che i loro ristoranti sono sempre piu’ vuoti, altrimenti sarebbero in cucina anziche’ in vetrina! Bravi,bravissimi, ad maiora semper, luigi

  2. Finalmente basta chef stellati (o stellari?), ma cucina alta e altra. Alta cuicina è commerciale, cucina alta è solidale. Bravi.

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