Inaugurazione dei pozzi d’acqua in Etiopia

Inaugurazione dei pozzi d’acqua in Etiopia

 

Questi ultimi tre pozzi d’acqua che siamo andati ad inaugurare in Etiopia, come anche quelli precedenti, li abbiamo pompati e festeggiati lì, ma è a casa nostra che li abbiamo scavati. E con fatica.

È faticoso scavare anche nei nostri terreni, perché a volte si presentano particolarmente aridi. È faticoso scavare nei terreni dell’indifferenza, della pigrizia e della sciatteria; nei terreni della diffidenza e della paura alimentata dall’ignoranza; e non sono di sicuro più facili i terreni melmosi dei  complimenti a buon mercato, fatti senza includere l’impegno di un gesto concreto. Fosse anche il più piccolo.

 

Ma scava scava, un po’ alla volta si cominciano a vedere i primi zampilli, grazie ai tanti amici che rispondono con generosità e fiducia alle nostre proposte: le cene che organizziamo, i libri che vengono acquistati e senza contare i tanti altri gesti spontanei che ci aiutano a crederci sempre e ad andare avanti. Così dimentichiamo la fatica e subentra la Speranza, quella di sentirsi nel giusto e di non essere soli.  Ed è la Speranza che speriamo (ci sta il gioco di parole) di portare in quei villaggi sperduti dell’Etiopia. Che vale ancora di più di un pozzo. A chi non fa piacere sapere che c’è qualcuno che pensa a noi? Ancora di più quando siamo in difficoltà!

 

Raccontando di questi viaggi, molti si chiedono e mi chiedono se si corrono dei rischi, pensando a tutto quello che sta succedendo nel mondo. Ebbene sì, si corrono dei rischi, e proprio in considerazione di cosa sta succedendo nel mondo.

Si rischia di sentirsi dei salvatori del mondo.

Si rischia di voler esportare il proprio modello di vita, pensando che sia l’unico e il migliore.

Si rischia di cercare di colorare le ombre che ci portiamo appresso.

Si rischia di sentirsi più ricchi, misurando la povertà degli altri.

Si rischia la smania efficientista del risultato, professionalizzando la carità.

Si rischia di andare a cercare il prossimo dall’altra parte del mondo, distraendoci del prossimo che abbiamo tutti i giorni davanti agli occhi.

 

Sono gli stessi rischi che corriamo anche senza muoverci da casa.

 

Tuttavia, penso sia meglio correre dei rischi che restare inermi, fosse anche solo per imparare a capire meglio i nostri errori, le nostre piccolezze umane, che alla fine son quelle che ci rendono più umani, sperando di poter dire, nonostante tutto, che questi pozzi li abbiamo fatti con… Tantumanitè.

 

Tantumanitè è una parola che mi è venuta in mente mentre scrivevo una delle storie che sono raccolte nel mio ultimo libro. Può essere interpretata come Tanta Umanità, ma vuol dire anche Tante mani a Te. I due concetti comunque non sono slegati, perché se la nostra umanità non si esprime attraverso le mani che fanno concretamente qualcosa, diventa teoria, o sentimentalismo. Infatti nella copertina del libro c’è un cuore intriso di mani in fermento che desiderano fare, scavare, abbracciare per sentire il calore di… Tantumanitè.

 

I pozzi da fare, e tanti altri progetti, non finiscono con questi tre che abbiamo inaugurato.

 

Per cui…

 

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se vuoi organizzare una presentazione o hai qualche altra idea, ne parliamo.

 

Ma intanto eccoti una carrellata di immagine di questo viaggio… 

 

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Queste sono solo alcune delle tante ‘scattate’, ma ancora di più sono quelle che stanno metabolizzando lentamente dentro di me come dopo una di quelle scorpacciate che si fanno nelle feste.

 

Renato Collodoro

 

 

 

16 commenti to Inaugurazione dei pozzi d’acqua in Etiopia

  1. Ciao Renato, che emozione leggere e vedere cosa hai fatto e, conoscendomi farai ancora per chi come ben sai ha avuto il solo torto di nascere dalla parte sbagliata del mondo! Sei un esempio per tutti coloro che amano i loro fratelli indipendentemente dal colore della pelle! Un grande abbraccio Arnaldo

  2. Grazie Renato!
    Non ci sono altre parole per dirti davvero grazie. Grazie per esserci, per condividere con noi, per essere il nostro oste “illuminato”grazie Renato per cosa fai ma sopratutto per come lo fai….veniamo a trovarti presto così ci racconti ancora di questo ultimo viaggio. Ciao Stefania e Luigi

  3. Ciao Renato,grazie per la condivisione di tutto questo bene,ci allarga il cuore e ci dona un po’di speranza (ormai “merce rara”in queste ns giornate così strapiene di impegni e preoccupazioni ),nel mio piccolo io consiglio a tutti di leggere il tuo libro Tantumanite’,è semplicemente un libro che parla secondo me della tua passione per la vita,per le persone che incontri ogni giorno,dello stupore per le piccole cose che ci circondano che troppo spesso diamo per scontate
    Grazie Guido

  4. Grazie, caro Renato, dei segni pasquali di Resurrezione che concretamente poni!
    Il Signore benedica te, la tua famiglia e la tua Testimonianza!
    Un forte abbraccio
    Carlo e Fabia Miglietta

  5. Che bello……..in settimana ci vedremo perchè verrò con amici.Telefono per prenotare.Ciao un abbraccio Marina

  6. Ciao Renato
    grazie per la condivisione e le belle fotografie che ci danno un “assaggio” (per stare in tema di cibo) di quello che hai visto…. A presto!

  7. Condividere con noi la tua splendida esperienza ci arricchisce!Continua ad essere esempio di grande umanità!!
    Un abbraccio dalla Puglia!
    Alessandra e Marino

  8. Ciao Renato.Volevo scriverti la mia recensione,ma prima di farlo ho letto quella degli altri e siccome c’erano talmente tanti apprezzamenti per quello che fai che sono rimasto senza parole se non quello di mandarti un caro saluto ed un abbraccio Luigi e Giusy

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