La Maratona dell’Acqua

La Maratona dell’Acqua

 

Ricordi una delle ultime mail che ti ho mandato in cui raccontavo del nostro impegno nella realizzazione di pozzi d’acqua in Etiopia?

 

Se non ricordi, non l’hai ricevuta o non l’hai letta, clicca qui.

 

Tra quelli che l’hanno ricevuta c’è anche Claudio, della Fondazione Butterfly, che è il tramite e il motore dei tanti progetti che vengono sviluppati in quelle Terre.

Mi risponde dicendomi che con i soldi che abbiamo raccolto (11.800 euro), anziché aspettare di raggiungere i 13.000 euro occorrenti per un pozzo, ne possiamo già realizzare due, perché c’è la possibilità di riabilitare dei pozzi secchi da anni per via delle falde acquifere che si sono abbassate. Il costo sarebbe inferiore, in quanto le trivellazioni, che sono la cosa più costosa, sono già state fatte.

“Cinquemila euro per un pozzo dovrebbero bastare, se mi dai il via faccio subito partire i lavori. E visto che ai primi di marzo devo andare giù, potresti venire anche tu ad inaugurarli. Che ne dici?” continua a scrivermi.

 

Dopo essermi consultato con Daniela (mia moglie), Mario e Fausto (i miei principali collaboratori della Mezzaluna e di Oryza) sulla possibilità di fare a meno di me per una decina di giorni, e avendo colto un’espressione di sollievo, come se in vacanza ci dovessero andare loro, ho chiamato Claudio al telefono dicendogli di avviare i lavori per i pozzi e che sarei partito con lui per inaugurarli. E mentre gli comunicavo questo, mi sono venute in mente un sacco di cose a cui non riuscivo a dare un ordine. In compenso mi è venuto da dire, con il tono del giocatore d’azzardo che sfida il croupier : “Punta su tre, Claudio. Avvia i lavori per tre pozzi. I soldi per adesso non ci sono tutti, ma sono fiducioso, arriveranno presto. Ho ricevuto molto interesse dalla mail che ho mandato”. 

 

Infatti, giorno dopo giorno, mi sono arrivate richieste di acquisto del libro Tantumanitè, versamenti sul c/c, inviti a presentazioni del libro, organizzazioni di cene; una coppia mi ha portato una busta con dei soldi e gli auguri di buon anno, un’altra mi ha portato una valigia piena di pastelli e pennarelli da portare ai bambini per quando andrò in Etiopia… e chissà cosa arriverà ancora. Non sto parlando di grandi numeri – quelli li danno gli americani quando raccontano le loro storie – ma comunque tali da farmi sentire grato per la fiducia ricevuta e carico di responsabilità per l’impegno che mi viene riconosciuto.

 

Poi sono anche andato da don Sergio Messina, che con la sua associazione Vol’A porta avanti una miriade di progetti di solidarietà, tra i quali i pozzi d’acqua in Etiopia. E’ lui che me li ha fatti scoprire, ormai diversi anni fa, e a lui mi appoggio per condividere questo progetto.

Quando, dopo avergli raccontato quello che c’eravamo detto con Claudio, gli ho proposto di organizzare una cena per tutti gli associati nel nostro ristorante per aumentare il gruzzolo, non solo ha accettato, ma, con l’intervento di Marina che gestisce e fa quadrare i conti, mi ha anche assicurato che i soldi che mancavano per arrivare ai 15.000 euro li avrebbero anticipati loro come associazione.

 

A questo punto Claudio mi dice che il poco tempo che abbiamo a disposizione per avviare anche il terzo, richiede uno sforzo e un ritmo di lavoro troppo milanese per essere in Africa, ma che si farà il possibile.

 

Invece, dopo qualche giorno, mi gira una lettera che arriva dal Segretariato cattolico di Adigrat, che è il quartier generale di tutto questo ambaradan, in cui sono descritti i tre pozzi che verranno inaugurati e che daranno da bere ad un migliaio di persone, come puoi leggere cliccando qui sul sito della Butterfly.

 

Quando capitano queste cose, cioè che tutto va nel verso giusto, c’è chi l’addebita alla Provvidenza, chi all’impegno personale, chi dice che è una questione di culo. Per me una cosa non esclude l’altra, e tutte insieme fanno… TANTUMANITE’!!!

 

I pozzi da fare, e tanti altri progetti, non finiscono con questi tre che vado ad inaugurare.

 

Per cui…

 

se vuoi comprare il libro, prima te lo spedisco e poi me lo paghi (costa 15 euro e io non mi tengo neanche le spese di stampa) qui vedi la presentazione;

 

se vuoi fare la donazione da 1 milione di euro, clicca qui;

 

se hai qualche idea da propormi, ne parliamo.

 

Per ora ti saluto, e al mio ritorno di farò sapere chi ha vinto la Maratona in Etiopia.

 

Con Tantumanitè…

 

Renato Collodoro & Compagnia bella 

 

11 commenti to La Maratona dell’Acqua

  1. Vai, immergiti, ritemprati, torna e raccontaci…nel frattempo si saranno ritemprati anche Daniela & C. 🙂
    No, davvero c’è poco da augurare per un viaggio già così ricco di promesse, ma quel poco te lo auguro comunque! Un abbraccio
    Emanuela

  2. ……….che dire? Grazie a te e a tutte le persone che si dedicano al bene dei piu’ bisognosi, ammirevoli…..un abbraccio
    Buon viaggio

  3. Renato, non devo aggiungere nulla, se non scriverti perchè così sai che ho letto ( anche se non dubito che LO SAPEVI GIA’). Ci vediamo, come sempre, nelle prossime ore.

  4. Ciao Renato,
    letti i precedenti commenti non ho più parole, anche io mi unisco al coro di tutti coloro che ti stimano e apprezzano le tue iniziative. Trova tantissima acqua e quando ritorni fammelo sapere che devo organizzare con gli amici una serata così mi racconti tutto. Un saluto affettuoso e a presto

  5. Sai che condivido la tua “missione” e che ti ammiro per quello che fai. Spiace che azioni come la tua siano solo …”una goccia” nel profondo mare della povertà africana e che non vi sia un’azione politica di livello europeo per risolvere problemi che, come possiamo constatare, altrimenti portano alle drammatiche vicende dei nostri giorni. Al rientro (maggio)verrò a trovarti. Buoni “pozzi” e…grazie. Ciao, Gianfranco

    • Grazie Gianfranco, ti capisco, ma io sono quello del bicchiere mezzo pieno, per cui mi concentro sulle cose buone che posso fare io, anche se piccole, piuttosto che aspettare le cose grandi che fanno gli altri.
      Ti aspetto a maggio con molto piacere.
      Renato

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