La Pizza ‘Riportata’…

La Pizza ‘Riportata’…

Non so se la Pizza sia servita a Reporter, o Reporter abbia fatto bene alla Pizza.

Comunque sia, qui trovate una storiella sulla Pizza e su qualcos’altro.

 

Pizza o…Piza

Tratto dal libro “Il Buon mangiare” di Renato Collodoro

 

 

La Pizza è il terreno su cui due eterni antagonisti si contendono il trofeo del Gusto. Sono Semplice e Banale. Inizialmente molti pensano che gareggino per la stessa squadra, poi, quando capiscono la differenza, cominciano a parteggiare per uno o per l’altro.

Sono pochi a tifare per Semplice, a riconoscergli valore, a sostenerlo quando nessuno lo riconosce, a dargli fiducia, ad apprezzarlo per quello che è; sono pochi che sanno aspettare un risultato lento ad arrivare e convincere Semplice, quando vince, che non deve cambiare, che deve rimanere se stesso, perché solo se rimane fedele a se stesso, entra nell’animo degli uomini diventando universale.

 

Banale, invece, ha stuoli di tifosi. Lo adulano, anche se non lo stimano; lo sfruttano a proprio uso e consumo, senza rispetto, ma con pretesa. E lui li asseconda, perché è troppo preoccupato di compiacerli; è ossessionato dal risultato, che cerca subito e a tutti i costi. Perciò non si allena adeguatamente, non si appassiona, e se trova il modo – anche scorretto – di arrivare prima al traguardo, non si fa scrupoli. Di lui ci si dimentica presto, rimanendogli l’amarezza del fallimento, da cui, se non cercherà le colpe negli altri, si riprenderà pacificandosi con il suo concorrente, Semplice, accettandone l’amicizia e i consigli.

 

Semplice fa l’impasto per la pizza con la migliore farina, con il lievito madre e lo lascia riposare per il tempo che occorre. Nel menù ha poche pizze e null’altro, perché crede che sia già sufficiente per farsi apprezzare dai suoi estimatori. Quando gli arriva l’ordinazione, prende con cura il panetto pronto nei cassetti, lo adagia sul piano di marmo infarinato e comincia a palparlo e accarezzarlo per modellare il disco che si appresta a raccogliere i diversi ingredienti: non molti ma buoni. Comincia con la salsa di pomodoro, continuando con le carezze, per poi farci cadere sopra, come frutti dal cielo, il resto degli ingredienti: la mozzarella come fiocchi di neve, la pioggia di olio d’oliva, il basilico come foglie cadenti dagli alberi in autunno.

Ora la pizza è pronta per il suo viaggio verso il forno, che aspetta calorosamente di accoglierla. Semplice la raccoglie sulla pala, gli dà gli ultimi ritocchi – come fa una mamma con la bambina prima di darle il bacio all’ingresso della scuola.

In forno non la perde mai di vista e continua a rotearla finché i tocchi di legna ardente la cuociono uniformemente. Non passano molti minuti e Semplice la tira fuori dal forno, posandola su un panno per ripulirla dai residui di farina e dai lapilli dei tizzoni. Subito dopo la passa sul piatto. Ora la deve salutare: sta andando verso il tavolo. Da una parte gli dispiace lasciarla andare, ma poi prevale il piacere di condividerla con qualcuno che la sappia apprezzare almeno quanto lui. Semplice è felice quando quel qualcuno gradisce la sua opera, senza fargli richieste strane, ambiziose, esuberanti. Gli basta un grazie, accompagnato da un sorriso. Quello che sanno fare i tifosi altrettanto Semplici.

Semplice, la pizza la fa anche a casa sua: per la famiglia, per gli amici, nelle occasioni speciali o dedicate. E allora diventa una festa.

 

Banale dice invece che gli ingredienti sono tutti più o meno uguali, e anche il suo tifoso dice: “Ma sì, cosa vuoi che sia: è solo una pizza!”

Banale ha sempre fretta, perciò non da tempo all’impasto di crescere e lo carica di lievito di birra, così la pizza continua a lievitare nel tuo stomaco facendoti bere per tutta la notte. Lo fa per il tuo bene, ha sentito dire che bere tanta acqua e fare tanta pipì è salutare, e allora…

Banale, nel suo ristorante, ha un menù enciclopedico: fino a 500 tipi di pizza, con sopra di tutto e di più: da Gorgonzola e Nutella a gamberi lardellati e ananas.

In alcuni ristoranti, di proprietà di Banale, pur essendo nella prima pagina del menù, della pizza non gliene frega niente, la usa come richiamo per vendere altri piatti, che, a suo dire, fanno più incasso. Se poi ha un negozio di Pizza dal nome veloce, la priorità è che rispetti il suo nome.

Banale, la pizza non l’accarezza per nulla: la schiaccia direttamente, magari facendosi aiutare da qualche macchinario che usa anche per impastare, lievitare, schiacciare, condire, infornare, sfornare e inscatolare.

Anche Banale, a casa, fa la pizza per sè e per la famiglia: la tira fuori dal congelatore e la mette direttamente in forno, come prescritto sulla scatola. Se ha ospiti, la ordina da quelli dal nome veloce. In tutti i casi, continua a bere tanta acqua per spegnere gli incendi gastrici, e fare tanta pipì…

 

Semplice e Banale sanno di essere diversi, e non se ne fanno un cruccio: ciascuno corre per conto suo. Sono i tifosi che tendono a confonderli, a scambiarli o addirittura a uniformarli.  Basterebbe chiamare le cose con il loro nome. In questo caso, potrebbero essere: Pizza e… Piza.

13 commenti to La Pizza ‘Riportata’…

  1. Sicuramente quello che hanno detto a reporter è tutto vero ! Possibile che questi fanno istruzione e prevenzione alimentare e tutti a criticare ! Ma come ? ……il bruciato è cancerogeno ! E le farine che usano fanno malissimo ! Non si salva quasi nessuno !

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