Lettera personale a tutti gli Amici del Buon Mangiare

Lettera personale a tutti gli Amici del Buon Mangiare

 

 

Sono sempre io, l’oste dei ristoranti Mezzaluna e Oryza,

ma questa volta senza grembiule, in borghese, fuori servizio.

Infatti questa mail è diversa dalla solita, nella forma e nei contenuti.

 

Ho un po’ di cose da dirti per cui, se non hai tempo o non ti interessa a priori,

puoi chiudere, o chiedermi anche di rimuoverti dalla rubrica… non mi offendo.

So che, come me, riceverai tante comunicazioni, e capisco che non si può dare retta a tutti.

 

Ognuno di noi pensa di avere delle cose importanti da comunicare; anzi, che le nostre sono

più importanti delle altre, ma non è detto che ciò corrisponda all’interesse di chi le riceve.

Dunque, queste sono le regole del gioco e io le accetto.

Se penso che, comunque, questa comunicazione la invio a qualche migliaio di contatti e che

molti mi rispondono con interesse e affetto, vale già tantissimo; fino a qualche anno fa

non mi sarei sognato di inviarne neanche una decina di lettere.

 

Fatta questa premessa, passo a ciò che ho piacere di farti sapere; è un po’ che ci penso e…

poi ci ripenso se scriverti o no a titolo personale, visto che il nostro rapporto è nato e si è

‘alimentato’ principalmente di argomenti culinari.

Poi mi è venuto in mente  il titolo di un libro che ho letto qualche anno fa :

Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita  così mi sono deciso.

 

Come sai, e se non lo sai te lo ricordo, ho appena pubblicato il mio terzo libro: Tantumanitè 

una raccolta di Storie Normali per Gente Normale, di cui puoi  vedere video di presentazione,

se non l’hai già visto, cliccando qui. Dura solo un minuto, ma rende l’idea.

Così non ti annoio scrivendo altre cose.

 

L’intero ricavato di questo libro, non una piccola percentuale tanto per dire che abbiamo fatto il gesto

(il costo di pubblicazione è a carico mio), continua a contribuire al progetto di realizzazione di pozzi d’acqua in Etiopia,

così come è stato per il libro precedente Il Buon Mangiare,attraverso il quale abbiamo inaugurato un pozzo nel febbraio del 2015

(cliccando qui vedi un breve video che documenta l’evento), e così come per le cene che organizziamo periodicamente

nei nostri ristoranti, sempre con la stessa modalità: le spese… e l’impegno sono a carico nostro e il ricavato va per i pozzi.

 

Dall’inaugurazione dell’ultimo Pozzo del Buon Mangiare fino all’ultima cena organizzata il 30 novembre scorso,

abbiamo raccolto 7.800 euro; mentre, con le prime due presentazioni del nuovo libro Tantumanitè, 

dalle cene e dalle prime vendite dei libri, abbiamo già ricavato 3.700 euro.

 

E questo è il momento per ringraziarti veramente di cuore se hai partecipato;

anche se non hai partecipato, ma ci hai pensato… e pure se non ci hai pensato ma hai intenzione di farlo.

 

Ti scrivo, non per rispondere alla mia necessità di farti sapere queste cose né per ammaliarmi la tua amicizia,

semplicemente perché ritengo che condividere le cose belle abbia una forza propagante. Fa bene!

 

Io ho ancora avuto la fortuna di crescere giocando per strada, dove, quando avevi un gioco lo condividevi con gli altri,

altrimenti ti schifavano e rimanevi da solo, anche se il tuo gioco era allettante; anzi, diventava motivo per fomentare il male,

perché per bene che andava te lo fregavano o te lo spaccavano  in mille pezzi. E rimanevi sempre da solo. E schifato.

 

Con questo spirito, ho scritto e pubblicato il libro: per raccontare cose belle e per estendere il nostro

benessere a coloro a cui non mancano le storie, ma manca un bene primario quale è l’acqua.

 

Qualche volta mi sono domandato, e immagino che anche tu possa porti la stessa domanda: perché sbattersi tanto,

pensare ai bisogni di chi è distante, culturalmente e fisicamente; perché fidarsi di qualcuno che dice di fare il bene di un altro;

perché scegliere di non adagiarsi nella pigrizia e nella comodità di abitudini consolidate??

 

Ti rispondo con quello che mi ha raccontato il mio amico Dario, un contadino saggio quanto può esserlo un uomo

che ha ancora la misura di chi è e di quanto la sua terra gli offra continui insegnamenti, che lui ricambia con

il suo ‘affettuoso’ e viscerale attaccamento.

 

Da quando il suo paese è diventato  Patrimonio dell’Unesco, gli abitanti hanno cominciato a riunirsi

per capire come valorizzare (per qualcuno) e sfruttare (per altri) questo riconoscimento così importante.

Durante una riunione, Dario ha lanciato l’idea che ognuno adottasse un pezzetto del paese e

lo curasse a sue spese, visto che il Comune soldi non ne ha. Ma ha subito chiarito, per non essere

ipocritamente lusingato o invidiato per la lungimiranza, che potevano stare tutti tranquilli perché lui non è

così intelligente da avere un’idea del genere, l’aveva sentita alla radio e gli era sembrata furba, dichiarando infine:

“Io mi sono già preso la mia aiuola da tenere in ordine… e non pensate che lo faccia per bontà o per altruismo,

lo faccio per egoismo… mi piace vedere pulito!”.

 

Ecco, anch’io lo faccio per egoismo… mi piace vedere star bene gli altri!

 

Se vuoi nutrire con me un po’ del tuo egoismo, mi permetto di darti qualche ‘dritta’,

chissà che insieme non diventiamo pure Altruisti…

 

Un pozzo costa circa 13.000 euro, e dai conti di cui sopra ci stiamo avvicinando alla cifra.

Quindi se vuoi comprare il libro,  io te lo spedisco subito e poi, dopo che lo ricevi,

me lo paghi nella maniera per te più comoda. Se tu ti fidi di me, è il minimo che io mi fidi di te.

 

Un’altra cosa che potresti fare è invitare un po’ di gente, anche a casa tua, alla bocciofila o dove vuoi;

io porterei i libri e potremmo fare quattro chiacchiere sull’argomento. Un po’ come si faceva una volta con

la dimostrazione delle pentole. Tra l’altro io sono preparato, da ragazzo, con questo sistema, ho venduto una

linea di prodotti per la casa; poi, una volta fatto il giro dei parenti e delle mamme degli amici, che per

compassione mi compravano qualcosa, la mia breve ma intensa carriera finì con

la rimanenza di alcuni prodotti che mia mamma continuò ad utilizzare per qualche tempo.

 

Se vuoi fare una donazione di 1 milione di euro, clicca qui.

Se, invece, hai tu qualche idea da propormi, ne sarò ancora più felice.

Se sei arrivato a leggere fin qui, dimmelo, che appena ti vedo ti do un bacio con il pizzicotto… come minimo!

 

 Ti saluto con un bel… Tantumanitè!!! 

 

Renato Collodoro

 

 

 

 

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