Sperando che tutto fili liscio come l’Olio… di Corleone

Sperando che tutto fili liscio come l’Olio… di Corleone

 

Se il Pane è essenza, l’Olio è ricchezza.

La sua funzione è quella di impreziosire. È  l’oro che adorna. È il profumo che seduce. È  il sapore che espande. È il nutrimento che completa. È un segno dell’uomo che guarda avanti, che non si accontenta solo del necessario; che non gli basta raccogliere il frutto, ma lo trasforma. Così da poter coglierne tutte le virtù, tra le quali la Luce e la Pace.

Tant’è vero che Noè ricevette proprio un ramoscello d’ulivo portato da una colomba, quale segnale che la tempesta era finita, che Dio c’aveva messo una pietra sopra ai casini che erano stati combinati prima, e che finalmente si poteva ricominciare a vivere. Ma poi Noè, preso dall’entusiasmo di festeggiare, mise da parte il ramo d’ulivo e piantò una vigna, bevve il succo della vite e si prese una bella sbornia, facendo una pessima figura nei confronti dei suoi figli, che lo trovarono nudo fuori dalla loro tenda. Pur rimanendogli la consolazione che sarebbe diventato il patrono degli ubriachi, capì che era meglio accantonare la vite e riprendere in mano il ramo d’ulivo, facendone una talea che presto si sarebbe propagata. Anche stavolta Dio ci aveva messo una pezza, e Noè realizzò che per ricominciare a vivere, bisogna prima lavorare e poi festeggiare, non viceversa.

 

Infatti l’Olio richiede tanto lavoro. Ma anche tanta testa.

 

Che trovata! Raccogliere le olive, buttarle sotto una macina e poi vedere fluire il liquido giallo: intenso come il giallo del grano pronto per il raccolto e come il giallo del sole che lo fa maturare. È il giallo del mediterraneo, che insieme al blu del cielo e del mare, al verde degli ulivi, al rosso dei pomodori e delle melagrane, colora la vita della sua gente. Sono colori che dilatano il cuore. Ancor più con il contributo degli innumerevoli profumi.  Tra i tanti quello dell’antico frantoio, dove anche le pareti ne rimangono intrise da un anno all’altro; dove trovi le ceste sbordanti di olive, in attesa davanti alla macina, prima di essere non inutilmente schiacciate, ma trasformate. Trasformate in una nuova vita: quella dell’Olio.

 

La vita dell’Olio è una vita dedicata. Generosamente regalata agli altri alimenti, i quali da soli avrebbero un’esistenza piatta, che qualcuno

potrebbe definire sobria, essenziale o minimal – per usare un termine sciattamente trendy.

 

E dire che viene qualificato condimento, come se fosse un banale orpello, una cosa

in più. Come un soprammobile: se c’è bene, se non c’è va bene lo stesso; e se è una

di quelle insignificanti bomboniere ‘pigliapolvere’ di finto cristallo, ce lo facciamo andare bene comunque.

 

Invece l’Olio vuole e deve esserci a dare il suo contributo per una Vita piena, bella e gustosa.

 

Vuole esserci sul pane, sulle verdure crude, su un minestrone fumante –  da solo o con dei compagni fidati, quali il pesto genovese o la crosta di parmigiano che altrimenti andrebbe buttata via.

 

Vuole esserci per esaltare il carattere dei suoi migliori alleati, con i quali crea, soffriggendo, il preludio per il più gustoso epilogo di ogni ricetta.

 

Vuole esserci perché è chiamato a proteggere. Surriscaldandosi, crea una crosta: una corazza che permette di custodire l’integrità e l’identità dei sapori.

 

Vuole esserci per conservare, accompagnare e rianimare quelli che, per sovrabbondanza o imperfezione, avrebbero vita breve. O non l’avrebbero.

 

Ma può esserci, e c’è, solo per l’amore, la volontà e il destino di uomini che, abituati a guardare l’orizzonte, ad un certo punto decidono di vedere cosa c’è oltre. Allorché si avventurano in improbabili imprese che a tempo dovuto rivelano tutto il loro valore: un amalgama di esperienze, saperi, emozioni e convinzioni che, da una generazione all’altra, ci ricordano chi siamo, da dove veniamo e dove possiamo andare.

 

Un cammino faticoso. Che con l’Olio diventa più liscio. 

 

Dal mio libro IL BUON MANGIARE

 

 

2 commenti to Sperando che tutto fili liscio come l’Olio… di Corleone

  1. Quant’é bella questa pagina dedicata all’olio! Federica a fine ottobre ha trascorso giornate bellissime a “pettinare” le chiome di due ulivi secolari, che ci hanno donato tre quintali e mezzo di olive, 50 kg. di olio buonissimo. Per lei e per me un’emoziona bellissima, un piccolo tesoro da dividere con i figli e con gli amici più cari. La gioia di Federica che ha seguito le sue olive in tutto il percorso, fino a vedere scorrere il suo olio, profumatissimo, che riempiva il recipiente in acciaio inossidabile destinato alla conservazione.
    Io in quei giorni non sono stato bene, a fatica un mattino ho trascorso alcune ore con lei e in quei momenti sono tante le cose belle che mi sono venute in mente, e l’energia e la gioia di mia Moglie ha contagiato anche me.
    Nel frattempo Federica ha piantato un centinaio di nuove piante di ulivi, vi aspettiamo per raccogliere le olive insieme.
    Un abbraccio, luigi

    • Caro Luigi, anche tu mi hai condiviso un’immagine bellissima della vostra raccolta di olive e del conseguente olio per tutta la famiglia. Queste sono esperienze importanti, che arricchiscono la Vita, e non lo dico tanto per dire: ne sono convintissimo. L’hai ben dimostrato tu con il tuo racconto.
      Un abbraccio a te, e uno speciale per Federica.
      Renato

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