Un Menu  Special-Casalingo per riconoscere gli Amici

Un Menu  Special-Casalingo per riconoscere gli Amici

Per il tuo Ben-Essere, ti racconto come preparare un menu special-casalingo

per non andare fuori di testa quando hai ospiti a casa, e, nello stesso tempo, per capire se merita invitarli ancora.

Te lo descrivo in versione vacanziera, perché così l’ho concepito. Tu adattalo

come vuoi alle tue occasioni.

Quindi, considerando che siamo in vacanza,  non possiamo alzarci alle sei del mattino per cominciare a preparare i piatti del gran figurone, per sentirci poi dire dai nostri ospiti con tono patetico: “Che bravi, ma non dovevate… Chissà quanto lavoro? E a che ora avete cominciato? Ma tanto, poverina, avrà fatto tutto la padrona di casa. Non è vero, Renato?”  Con quest’ultima, al tono patetico si somma quello solidaristico tra donne.

Dato che sono un po’ permaloso, e mi si legge in faccia quello che penso, onde evitarmi battute che imbarazzano più Daniela che me, ho progettato questo menù che preparo in gran parte io, senza fare grandi rinunce e senza fare alzare nessuno durante la cena per preparare e servire: mettiamo tutto subito a tavola, tranne l’unico piatto caldo che preparo prima e mantengo in temperatura con la fiamma del gas al minimo mentre mangiamo il resto.

daniela

Ma cominciamo dalla spesa. La sera prima, tornando dalla mia breve apparizione in spiaggia, compro ciò che mi occorre o ciò che mi ispira, se non è già in casa.

In una di queste occasioni trovo, in pescheria, dei moscardini e dei totanetti e delle sarde: tutto fresco e a buon prezzo. I primi mi servono per la pietanza calda e con gli altri ci condisco l’insalata di riso nero (Venere) che ho in mente di fare. E che credevi, che l’insalata di riso la facevo con il parboiled, il condiriso e i wurstel? Ti ho detto che devo lavorare poco ma sempre bella figura devo fare, a beneficio del mio orgoglio e della mia autostima.

Con le sarde, invece, mi riservo il colpo di scena.

Ora ti dico tutti gli altri piatti e poi ti spiego come farli, altrimenti non la finiamo più con le mie divagazioni, e tu – lo so – vuoi le ricette.

Una lo sai già: l’insalata di riso venere con totanetti, gamberi e trombette; poi ci sono le sarde fritte con la cipollata, gli involtini di melanzane, il pane carasau condito e,  infine, il piatto forte con i moscardini affogati.

Il dolce me lo sono fatto portare dagli ospiti e, visto che hanno insistito, anche il vino.

Ti consiglio di fare la stessa cosa, così loro sono contenti e tu ti togli un’incombenza, non rischiando di avere in casa altre cose inutili che si aggiungono a quelle che puoi già avere.

La sera metti a bagno il riso e te lo scordi: dedicati a cose più rilassanti, che ti facciano dormire bene. Al mattino dopo, quando metti su il caffè, consumi la colazione e ti prepari per la giornata, fai bollire il riso per circa 45 minuti. In quel tempo dovresti riuscire a far tutto, compreso pulire i totanetti e far bollire le code di gamberi congelati. Quando è pronto, sciacqua il riso sotto l’acqua fredda, coprilo con un panno umido e mettilo in frigo. I gamberi impiegano cinque minuti a cuocere e i totanetti, dopo averli puliti, li fai semplicemente asciugare in padella senza olio per qualche minuto: sono tenerissimi. Metti in frigo anche questi e poi puoi uscire, andare al mare, a fare sciopping, dal parrucchiere, dal pedicure o dove vuoi tu. Alternativamente, puoi rimanere ancora un paio d’ore a casa e portarti avanti con il lavoro, dipende da come ti vuoi gestire la giornata: quello che fai ora non lo devi fare dopo. Io opterei per la prima: al mattino è bello andare al mare.

Se hai seguito il mio consiglio, considerando che i tuoi ospiti potrebbero arrivare per le ore 20.00, alle 17.00 ti consiglio di essere a casa, così fai con calma e riesci anche a farti una doccia prima che arrivino,  l’obiettivo è farsi trovare freschi, profumati e rilassati, come se avesse fatto tutto la domestica. Ragion per cui, prenditi il tempo che serve. D’altronde, se stai leggendo queste ricette, dovrebbe piacerti cucinare, quindi non è quell’ora che può fare la differenza. Anzi, mi piacerebbe che per te fosse tempo impiegato con gusto.

renato

Si comincia. Disponiti con animo sereno. Scegli se lavorare in silenzio o con della musica di sottofondo: quella che piace a te, è inutile che ti dia dei consigli in merito, ma sceglila, non affidarti a quello che capita. Apriti una bottiglia di vino e ogni tanto dagli un sorso, senza esagerare però, altrimenti ti giochi la cena e la reputazione. Prendi tutto il necessario dal frigo e la dispensa e distribuiscilo su un tavolo, in modo da non dimenticarti nulla: un po’ di ordine e metodo non guasta.

 Partiamo dai moscardini, così hanno tutto il tempo di morire affogati. Non ce l’ho con i moscardini, ma questo è il nome del piatto e molti termini culinari possono risultare un po’ cruenti, che ci posso fare?

Li lavi bene, anche se il grosso dovrebbe averlo già fatto il pescivendolo; poi li metti in padella senza olio per farli asciugare un po’, appena il tempo di vederli arrossire – non per timidezza –  e ritirare i tentacoli; togli l’acqua che si è ricavata da questa procedura e mettila da parte. In una casseruola fai soffriggere con olio d’oliva, aglio, prezzemolo e qualche acciuga salata o sott’olio i moscardini, e dopo qualche minuto affogali con il vino rosso , l’ideale è il Rossese di Dolceacqua o di Salea. Quando riemergono dal vino, per non rischiare di salvarli, li riaffoghi con la salsa di pomodoro e l’acqua generata dai moscardini che avevi tenuto da parte; in più gli aggiungi delle olive taggiasche tipo boe galleggianti. Fai cuocere finchè il moscardino lo senti tenero, dovrebbe bastare un’oretta. A cottura finita, tieni da parte la pentola con tutto il contenuto per poi riscaldare a fuoco lento mentre mangiate gli altri piatti. Quando servi usa un piatto da portata tondo e capiente, contornandolo con delle fette di pane rustico tostato e strofinato con aglio come se fossero dei petali di margherita. Alla prima fetta che prendi, però, non cominciare con m’ama o non m’ama, tanto con tutto quell’aglio non lo scoprirai.

moscardini

Nel frattempo in cui hai messo a cuocere i moscardini, pulisci le sarde, ma se te le sei fatte pulire in pescheria, lasciando una mancia, hai fatto bene. Una volta pulite aprile a cotoletta e impanale con farina di grano duro – le rende più croccanti -; poi friggile in olio di semi di arachide o mais, sono quelli che tengono meglio la temperatura, tra gli oli di semi. Man mano che le friggi, le fai asciugare sulla carta assorbente da cucina, o meglio ancora sulla carta paglia che fa tanto friggitoria d’altri tempi. Mettile da parte e passiamo alla cipollata, che è il vestito da festa della sarda fritta. Prendi le cipolle di Tropea che avevi già messo a bagno in acqua calda con tutta la buccia. Non mi dire che non te l’ho detto prima perché te lo sto dicendo adesso, che ti cambia? Comunque, se non lo fai non cambia nulla, serve solo a pulirle con più facilità, senza buttare,  per l’impazienza, tutto il primo strato. Quando le hai tagliate, mettile a soffriggere con poco olio, piuttosto aggiungi subito il sale, che gli toglie l’acqua e le fa appassire dolcemente. Nel momento in cui le vedi già cotte, cospargi abbondantemente di zucchero e fai asciugare, quasi a caramellare. Ora metti dell’aceto rosso e fai continuare a cuocere per dieci minuti, finchè ottieni quasi una marmellata. Fai raffreddare e ne stendi un po’ su tutta la sarda, e anche con tutte le altre. L’avevi già capito? Meglio così, ma almeno non puoi dire che sono uno che la fa facile, uno che tralascia i dettagli a discapito dei lettori. Io ci tengo a te.

sarde

Il piatto è pronto, passiamo a un altro: gli involtini di melanzane.

Taglia le melanzane a fette spesse mezzo centimetro e falle grigliare. Quando le hai pronte, non devi fare altro che disporle su un piano e mettergli sopra un cucchiaio di salsa già cotta e della scamorza fresca grattugiata; condisci con origano, sale e olio d’oliva, quindi chiudile convergendo i due estremi che si sovrappongono verso il centro. Fatti gli involtini, li posi in una pirofila di ceramica unta d’olio e su ognuno gli metti ancora un cucchiaio di salsa di pomodoro, una spolverata di origano e una grattugiata di parmigiano. Un quarto d’ora prima di sedervi a tavola metti la pirofila nel forno caldo e poi la servi insieme agli altri piatti. Non è una ricetta particolarmente originale, ma è buona e compensa quelle che ti richiedono più impegno nella preparazione.

Con l’insalata di riso facciamo ancora prima: abbiamo quasi tutto pronto. Per prima cosa taglia le trombette a rondelle e gli dai una leggera sbollentata, da lasciarle molto al dente. I totanetti e i gamberi li hai già pronti, devi solo tagliare ad anelli i primi e a dischetti i secondi. Ora puoi solo mettere tutto insieme e condire con sale e olio di oliva, e se la trovi anche un po’ di santoreggia fresca tritata, altrimenti ripiega sulla menta. In realtà ti ho nominato la santoreggia per tirarmela, in quanto pochi sanno cos’è. Se tu lo sai, tiratela tu.

venere

Abbiamo quasi tutto pronto, ma ne manca ancora uno: il pane carasau condito. Questo lo devi preparare alla fine, in quell’ultimo quarto d’ora – sembra il titolo di un film –, in cui gli involtini sono in forno e gli ospiti sono ai convenevoli accompagnati dall’aperitivo di cui non ti ho detto con che cosa accompagnarlo. Usa le olive taggiasche che ti sono avanzate dai moscardini e basta, sennò non è più un aperitivo.

Per il pane carasau, prendi un piatto da portata, possibilmente di ceramica mediterranea dipinto a mano, in linea con gli ingredienti, che appaga anche per la presentazione. Fai uno strato di pane, spezzettandondolo come viene ma senza frantumarlo, poi cospargi in quest’ordine: pezzetti di pomodoro pachino o datterino, ricotta al forno grattugiata spessa, foglie di basilico e olio d’oliva.

Fai tre strati, finendo con il condimento e non col pane. Sono sicuro che anche

questo lo ritenevi implicito, ma sempre per chiarezza….

Anche questo piatto è semplice. Anzi, è un inno alla semplicità… e alla bontà. Perdipiù arricchisce e colora la tavola costandoti molto poco, il che non guasta.

carasau

Siamo arrivati. Prima che tutti vi sediate, metti le portate in tavola, tranne i moscardini che intanto tieni in caldo prima di dargli l’estremo tripudio. L’impatto della tavola imbandita fa colpo di sicuro, te lo garantisco. L’unico dubbio che qualcuno coverà è se la cena finisce lì o uscirà ancora qualcos’altro dalla cucina, e che cosa: la pasta, il secondo o entrambi? Non dichiararti subito, lasciaglielo scoprire. Tu mantieni la calma fiduciosa di chi ha il coraggio delle proprie scelte con la sicurezza che alla fine arriverà anche l’apprezzamento. Se non arriva, fai tanti complimenti per il vino e il dolce che hanno portato loro e non invitarli più. E’ vero che non puoi piacere a tutti, ma neanche tutti devono piacere a te.

Renato Collodoro

Dal libro ” Il Buon Mangiare”

20 commenti to Un Menu  Special-Casalingo per riconoscere gli Amici

    • Meraviglioso, Renato! Grazie per questi preziosi consigli, che metterò subito in pratica (sono in vacanza in Sardegna!). Godetevi le meritate vacanze! Un abbraccio da Corrado e Monica!

  1. Ciao Renato, come al solito fantastico ! Comunque tra la tua foto in grembiule e quella dei moscardini preferisco la seconda….. non me ne volere !!!!!
    buone vacanze ciao Vittorio.

    • Ciao Vittorio, mi sarei preoccupato se mi avessi detto il contrario…
      Mi raccomando però, fammi sapere come ti sono venuti i moscardini.
      Passatela Bene!
      Renato

  2. Maurizio, Elena, Rosalba,Carla, Valentina, Patrizia,Corrado, Monica,Anna,Vittorio, con un menu’ così invitante, non ci resta che stabilire il giorno per ritrovarci tutti insieme a cena da Renato. Vino, dolce ed i fiori più belli per Daniela!
    Buone e serene vacanze a tutti.

    • Grande Luigi, sei fortissimo! Hai colto il messaggio alla grande…
      Ti rinnovo il mio caro augurio di Buone Vacanze!
      Renato e Daniela

  3. mi ritorni in mente , BUONA come sei , bella più che mai !!!!!
    mi ritorni in mente forse perchè c’ero !!!!!!
    Grande Renato che cena , solo a ripensare alle sarde con la cipollata mi vengono i crampi allo stomaco e l’acquolina in bocca , il riso Venere poi con il pane carasau , brrrr

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