Un Risotto con le… Palle

Un Risotto con le… Palle

 

Per fare questo risotto ci vuole ‘un uomo con le palle’!

 

Attenzione, non lo dico perchè occorra chissà quale coraggio per prepararlo, ma gli attributi maschili esprimono il senso e l’origine di questa ricetta che si ispira a uno dei piatti più caratteristici del ponente ligure: il Brandacujun.

 

“Ma non è fatto con il baccalà? Che c’entrano i ‘ciondoli”, potrai dirmi.

Non c’entrano con gli ingredienti, ma c’entrano con la preparazione.  Vengo e mi spiego.

 

Per preparare questo piatto, è vero, occorre il baccalà – spero non debba dirti che prima di cucinarlo devi metterlo a bagno diverse ore per dissalarlo -; e per favore non confondermelo con lo stoccafisso, che è un’altra cosa e occorre un’altra procedura, oltre al fatto che si usa per altre pietanze che vengono chiamate Stoccafisso alla… e non Baccalà alla… 

 

Riguardo alla preparazione potrei scriverti nel dettaglio ogni passaggio, ma se digiti Brandacujun sul web trovi le stesse ricette che ho trovato io, così a me risparmi di riscriverle e tu le leggi solo se ti servono. Per cui passo direttamente alla sostanza.

 

Nella prima fase della preparazione non c’è distinzione di sesso, la può fare chiunque. Ma sul finale, se lo vogliamo chiamare Brandacujun, occorre l’intervento del soggetto coi ‘pendagli’, che dovrà prendere, dai manici, la casseruola  incoperchiata con tutto quello che c’è dentro, e ‘brandarla’ (agitarla) con decisi movimenti sussultori e ondulatori, gli stessi che branderanno i cujun. Ed eccoti svelato il motivo per cui si chiama così.

 

Non entro in altri dettagli se non per dare un ultimo consiglio: il branditore dovrà indossare rigorosamente i boxer e non gli slip, piuttosto meglio… niente.

 

Una volta pronto il Brandacujun si può fare il risotto, aggiungendo il preparato al riso subito dopo averlo tostato, sfumato con vino bianco e imbrodato. Quando è pronto e impiattato, cospargilo di prezzemolo fresco tritato e versa un filo di olio Evo – che pensavo fosse una marca e invece vuol dire Extra Vergine d’Oliva.

 

Mi raccomando solo un occhio di riguardo nei confronti del Branditore che ha assurto al suo ruolo, non fategli se non altro lavare le pentole. D’altronde non si può dire che non sia ‘un uomo con le palle’… almeno in questa occasione.

 

 

Tante belle e buone cose dall’oste, Renato Collodoro.

 

 

4 commenti to Un Risotto con le… Palle

  1. Che bello che ti sei dimenticato Allouin,Renato!!!!:-***** Anche perché la Zucca se la cava benissimo da sola senza scheletri e ragnatele (brrrr…..).
    Non avendo un Branditore a disposizione al momento spero di poter gustare da te al piu presto il risotto in oggetto.
    (In confidenza anch’io per anni ho creduto che l’olio evo fosse una marca…eh eh eh!)

  2. non festeggio allouin, ma i manicaretti con la zucca mi piacciono, tra l’altro sono appena stata vicino a Ravenna e ci hanno fatto le lasagne con la zucca, deliziose
    buona giornata Anna (novecento)

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