Il racconto del Cammino da Siena a Roma, lungo la Via Francigena

 

 

«Mi sono cimentato a raccontarla, questa mia piccola impresa, non perché abbia meriti particolari, ma proprio perché non ce li ha. Quindi, alla portata di tutti. Per chi si incammina per svago, per voto o per grazia ricevuta, per dimagrire o per poter mangiare di più senza sentirsi in colpa, per fare sport ma non troppo, per dare retta al medico, per godersi i paesaggi, per conoscere persone o trovare l’anima gemella, per fare un torto al divano, per disintossicarsi da qualsiasi cosa uno si senta intossicato, per dire ‘L’ho fatto pure io’, per poter stare in silenzio o invece per chiacchierare, per… aggiungi quello che vuoi all’elenco e poi me lo fai sapere, così conosco altre motivazioni che al momento non mi vengono in mente».

 

Dieci motivi per NON LEGGERE questo libro

1. Se hai paura di bagnarti quando esci di casa.
2. Se sei più interessato alle imprese del divano che alle tue.
3. Se pensi che camminare sia solo faticoso.
4. Se pensi che anche leggere sia solo faticoso.
5. Se ti aspetti che ti cambi la vita.
6. Se ti aspetti che l’abbia cambiata a me che l’ho scritto.
7. Se ti senti straordinario, alla ricerca di cose straordinarie.
8. Se speri di realizzare i tuoi sogni finché rimangono sogni.
9. Se consideri il camminare un’attività tecnico-sportiva-performante.
10. Se non te ne frega niente che con il ricavato di questo
libro contribuiamo tutti insieme alla costruzione di una
scuola in Etiopia dove abbiamo già realizzato dei pozzi d’acqua.

 

14 Commenti a Vado a Roma a piedi. Ma sei matto! E se piove? Da Siena a Roma, lungo la Via Francigena

  1. ISA MI HA SCRITTO

    caro Renato, ho finito ora di leggere il tuo ultimo libro “vado a Roma a piedi” (ma sei matto ! e se piove?) e di pioggia ne è venuta tanta. Me l’ha prestato ieri pomeriggio Marina , ma stamani era già letto. A me non piace camminare, non mi è mai piaciuto, ma tu mi hai portato con te , io senza vesciche, in un viaggio bello, interessate, poetico , da meditare . Non ho il Testimoium , ma il viaggio l’ho fatto con te , stando in silenzio, pensando ed a volte divertendomi. Se andrai da altre parti verrò con te , sempre con l’immaginazione. Grazie , Renato, sei fantastico. Ti abbraccio Isa.

  2. Lisa, che ha fatto un pezzo di Cammino con me, mi ha scritto:

    Ciao Renato,
    ho appena finito di leggere il tuo libro, mi ha entusiasmato, mi ha fatto rivivere il cammino, ricordandomi alcuni particolari a cui non pensavo più. Mi sono emozionata rivivendo il giorno in piazza S.Pietro, e mi ha fatto riflettere il capitolo sui pozzi d’acqua. E’ un libro che fa venire voglia di mettersi in cammino, è scritto molto bene, con momenti allegri, scanzonati e momenti di riflessione. Mi è piaciuto molto, lo proporrò anche ai miei amici. Grazie per le emozioni che
    mi ha fatto provare leggendo la tua avventura. Lisa

  3. UNA CRITICA DA PARTE DI UN’AMICA… CON LA MIA RISPOSTA

    Caro Renato,
    ho letto il tuo libro, anzi, per essere proprio sicura delle sensazioni che mi aveva suscitato, l’ho letto ben due volte.
    E questo perché non volevo dirti, come tua sorella, che lo trovavo “scorrevole” punto.

    Spero perdonerai la mia franchezza, ma se non lo facessi che amica sarei?

    Tu sai che sono una fan dei tuoi scritti che trovo divertenti, commoventi, sottilmente ironici a volte blandamente polemici ed è per questo che la prima lettura, e forse un po’ meno la seconda (anche perché il fattore sorpresa era ormai svanito) mi hanno lasciata perplessa.
    E’ come se la fatica di iniziare qualcosa di nuovo, come un cammino a piedi che non ti era familiare, si riflettesse nella fatica del descrivere questo cammino.

    E’ come se fuori dal tuo contesto, dal tuo solito modo di essere, avessi deciso di corazzarti in un qualche modo, di tenere le distanze, quasi che le sensazioni dovessero arrivarti solo dal camminare e non anche dagli incontri/scontri con il resto dell’umanità.

    Ad esempio non volevi dichiarare la tua attività… ora, io capisco tutto (è di moda, mi faranno un sacco di domande, si faranno un sacco di idee….) ma il fatto è che ciò che facciamo nella vita, che ci piaccia o no, ci forma in un certo modo, nel bene e nel male, e non esiste un Io diverso o separato da ogni altro contesto (anche se a volte ci piacerebbe), perché comunque siamo intrisi da tutto ed ignorare una parte è come auto mutilarsi. Un conto è “sbandierare ciò che si è o si fa” un altro “dichiarare semplicemente ciò che si fa, che fa comunque parte di ciò che si è” lasciando anche agli altri il beneficio del dubbio sulle intenzioni.
    E forse se tu non avessi temuto le reazioni altrui o non avessi messo in atto pregiudizi sugli altri, le cose sarebbero state da subito più semplici (anche se non necessariamente positive) e, se mi consenti, più spontanee, scrittura compresa, che a tratti mi è parsa un po’ forzata.
    Non a caso ho iniziato a “riconoscerti” da Sutri o Viterbo in avanti: il camminare, la fatica, le vesciche, le ossa rotte erano diventati parte di te, ti sei in un qualche modo rilassato ed hai privilegiato i rapporti personali anche un po’ a scapito del panorama, e tutto ha iniziato a fluire come sempre, nel solito piacevole Renato’ style (traduzione: Renatos staile)

    Ma chi sono io per dirti queste cose? Non sono un’esperta, sono certamente una che invidia la tua capacità di mettersi lì a scrivere libri, con la fantasia e l’impegno che ci vuole, e che magari, per vendicarsi un po’, ti fa scendere un gradino di quel piedistallo sul quale lei stessa ti ha messo, quindi … non farci caso, era solo per rispondere alla tua richiesta.

    E per chiudere questa lunga sbrodolata ti riporto due frasi sul cammino che amo tantissimo …. tranquillo, non sono mie …
    “Camminando s’apre cammino” Arturo Paoli
    “Quando si va verso un obiettivo, è molto importante prestare attenzione al cammino. E’ il cammino che ci insegna sempre la maniera migliore di arrivare e ci arricchisce mentre lo percorriamo…” Paulo Coehlo da Il Cammino di Santiago.

    Sicuramente le conosci anche tu e sicuramente, un passo dopo l’altro, faticosamente, le hai fatte tue concretamente, e non solo a livello mentale.

    Anch’io anni fa, quando mi chiedevano perché mi fossi messa sulla strada del cammino di Santiago, non avevo una risposta precisa da dare: non avevo motivazioni religiose (mi stava stretto anche il definirmi pellegrina) né tanto meno sportive. Avevo già visto anni prima la cattedrale di Santiago che trovavo stilisticamente orribile (bisogna proprio arrivarci esausti, dopo centinaia di chilometri a piedi – 800 dal mio punto di partenza di St.Jean Piè de Port – per trovarla bella … non fosse altro che per il sollievo di essere arrivati e buttare via gli scarponi)

    La verità era che cercavo la risposta da e nel cammino, non avevo aspettative precise se non quelle di percorrere una strada considerata “sicura” anche per le donne sole, e nello stesso tempo mi aspettavo di trovare o ritrovare un po’ me stessa. Ma evidentemente quel cammino in quel momento, e neppure 9 anni dopo, non era per me: incidenti e malattie me l’hanno precluso. Forse il tipo di cammino che devo fare io è di altro genere. Se lo trovo te lo racconto.

    Un abbraccio
    Emanuela

    Oh, che bello, finalmente una critica. Grazie tante, cara Emanuela

    In realtà mi hai fatto un grande complimento, perché quello che hai percepito è proprio quello che volevo trasmettere. Il senso di quello che ho scritto è in antitesi a tutti i ‘citati e citatori seriali’. Questo è un libro scritto da uno sfigato a beneficio di altri sfigati che veramente vogliono mettersi in cammino, con tutti i propri limiti, per scoprire poi che la propria umanità e quella degli altri è migliore di quella dentro cui ci si relega, con ruoli, etichette e maschere. Ma è la fatica che ci aiuta a liberarci, non le illusioni e neanche le teorie che impariamo dai guru che ce la ‘contano’ per poi crollare, puntualmente e miseramente, dentro le immancabili meschinità umane di cui neanche loro riescono a liberarsi facilmente.

    Una delle tante cose che insegna un Cammino è lo stupore, ma noi siamo troppo corazzati, troppo ‘imparati’ per rompere gli argini e lasciarci inondare da quello che la vita ci offre in molteplici occasioni, e senza, spesso, spostarsi troppo da casa. Spero di aver trasmesso anche questo messaggio che, come tutto quello che ho scritto, ho cercato di far passare senza proclami ieratici (concedi anche a me una ‘pisciatina’!?).

    Ti ringrazio infinitamente per avermi confermato quanto dietro una critica, seria e costruttiva, si creino i presupposti per un incontro sincero e autentico.

    Un abbraccio grande e a presto per altri confronti… anche di persona.
    Renato

  4. bellissimo il video, attori eccezionali, soprattutto la comparsa di Vanilla nell’ultima scena…( non ve ne eravate accorti vero??? ).

    Non vedo l’ora di leggerlo
    ne prenoto una copia

  5. Caro Renato,

    in attesa di partecipare alla cena di presentazione del tuo nuovo libro,
    ne prenotiamo subito 1 copia.
    Dal tuo simpatico video il desiderio di leggerlo, di “assaporare” le vignette e le fotografie che hai deciso di inerire per arricchire il testo, ecc. è notevolmente aumentato, pur non essendo noi dei partecipanti ai “cammini”.

    A presto

    Luigi e Caterina

    • Carissimi Luigi e Caterina, è sempre piacere vedervi e sentirvi…avrete un posto in prima fila alla presentazione, di cui vi informerò presto. Grazie tanto per l’affetto e l’amicizia che mi dimostrate. A presto
      Renato

  6. Rallegramenti. Chi sei? Una Persona “speciale” piena di energia e di iniziative, da prendere d’esempio e da tener stretto come Amico.
    Buon cammino, buona vita,
    Luigi
    p.s. Il video l’ho trovato gradevole, ben realizzato e montato.

  7. Due parole (magari anche tre) sul tuo libro “Vado a Roma…”
    Avevo già tre libri sulla Via Francigena, dalla culturale guida del Touring Club alle cronologie autobiografiche.
    Il tuo è il quarto ed è quello che, dopo aver letto l’incipit, ho divorato con avida ingordigia e finito in due serate.
    Mi capita solo con i gialli e i thriller di classe.
    Sono stato acchiappato dalla tua visione leggera, scanzonata, solare (a parte la pioggia che ti sei beccato!) e intensa del cammino che hai percorso.
    Attraverso il tuo racconto ho rivissuto le mie esperienze e mi sono sentito molto in risonanza con la tua visione benevolmente umoristica nei confronti della sacralità dei Cammini e pur densa di spiritualità e di attenzione.
    Secondo me, Gesù Cristo, quando camminava su e giù per la Palestina con i suoi discepoli, non raccontava solo parabole serie, ma anche barzellette divine. E, lo sappiamo bene, il camminare produce endorfine e buon umore.
    Un risultato della lettura del tuo libro è che hai rafforzato le mie motivazioni per rimettere lo zaino in spalla l’anno prossimo, se gli astri saranno favorevoli, per ritornare sulla Via; la percorrerò sicuramente con una comprensione più ampia e ricca.
    Chissà, alla fine… scriverò un libro anch’io! 😀

    • Caro Piermario, non sai quale gioia mi dà leggere le tue parole. Primo, perchè hai colto la sostanza al massimo delle mie aspettative, e poi perchè, camminando insieme abbiamo avuto modo di sperimentare concretamente lo spirito che hai ben descritto. Sai, anch’io sono convinto che Gesù fosse una persona seria, non seriosa, ma pronto a ‘cazzeggiare’ per far sperimentare agli uomini la gioia e l’amore per la Vita e per far incazzare gli invidiosi, piccoli uomini appartenenti alle varie caste o ai cosiddetti poteri forti dell’epoca, che sono gli stessi della nostra, epoca. Un abbraccio e Buon Cammini… visto che tu ne fai tanti… qualcuno speriamo di farlo ancora insieme, ovviamente sempre con il nostro compare Gabriele.

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