Viaggio in Sicilia

Viaggio in Sicilia

 

Di ritorno da un viaggio in Sicilia, non si sa bene perché ma sono tanti quelli che si sentono in diritto/dovere di giudicare, criticare o pontificare (non solo tra Scilla e Cariddi) ricorrendo al più logoro corollario di luoghi comuni o, per i più eruditi, alle citazioni di letterati di tutte le epoche: da Goethe a Sciascia, senza trascurare naturalmente il più gettonato Tomasi di Lampedusa con il suo Gattopardo. Che siano turisti più o meno attenti, viaggiatori  per affari o emigranti di ritorno, la solfa è su per giù sempre la stessa, purtroppo non di rado sostenuta e rafforzata da compiacenti autoctoni che allineandosi alle critiche d’importazione, fanno la parte di quelli che prendono le distanze da quei mali di cui si sentono vittime anche se potrebbero essere loro stessi carnefici, più o meno consapevoli. Sarà perché cogliendone tanta bellezza tutti diano per scontato che debba essere un paradiso, magari artefatto e a beneficio di un’idea di turismo che non regge più neanche alla casa di Babbo Natale in Finlandia?

 

Anch’io di recente sono tornato in Sicilia: da turista, da emigrante e anche per ‘affari’.

Da turista, perché non smetto mai di soddisfare tutte le mie curiosità, cogliendo e godendo di tutto ciò che la Sicilia offre, anche al più sprovveduto dei visitatori;

da emigrante, perché essendomi ‘allontanato’ da bambino, tornando rimetto al loro posto quei pezzi di puzzle della mia vita che tendono a staccarsi;

per affari, perché sono stato invitato a presentare il mio libro Tantumanitè e il progetto di solidarietà che mi impegna nella realizzazione di pozzi d’acqua in Etiopia.

 

Al ritorno sono molti a chiedermi conto di questo viaggio, e qualcuno anche durante. Ma che posso raccontare se tanti vogliono solo delle conferme a quello che hanno già in testa? Dovrei enunciare tutto quello che non va o quanto sarebbe bello se si ‘sfruttassero’ le infinite e riconosciute bellezze a dovere, facendo diventare la Sicilia la California o la Florida – a seconda se si preferisce scorgere l’alba o il tramonto  – d’Italia? Che la crisi…, che i giovani se ne vanno…, che la legalità…, che l’industria…, che i trasporti… che i grandi investimenti… che i politici… che su al nord… (senza considerare che ovunque si è sempre a sud di qualcun altro). A dire il vero questi sono commenti che oramai si sentono un po’ ovunque e i siciliani che li argomentano, a torto o ragione, dovrebbero sapere che non ne hanno l’esclusiva.

 

Io mi limito, anche nello spirito del libro che racconta di storie Normali per Gente Normale, a riportare chi ho incontrato.

 

Ho incontrato Franco, titolare di un B&B non di particolare charme, posizionato, tra l’altro, in una zona popolare di Gela ma centrale che, con gli occhi illuminati, mi ha detto quanto si diverte a fare questo lavoro e quanto ciò gli permette di conoscere tanta gente che rimane sorpresa e spiazzata dal benessere che ricava – anche grazie al suo appassionato entusiasmo, aggiungo io – nel breve e casuale soggiorno in una città dall’immagine po’ ‘inquinata’.

 

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Ovunque si mangi in Sicilia difficilmente si rimane delusi, ma a Gela ho incontrato Rocco, un ristoratore che è diventato un baluardo della più autentica tradizione gastronomica locale. Un’espressione della cultura popolare che dà un valore aggiunto all’immagine della città e incoraggia altri ristoratori a seguire su questo solco, anziché avventurarsi in proposte pseudo moderniste caratterizzate da parole in lingua inglese di cui forse non si conosce neanche il significato, o pavoneggianti esibizioni di cucina ‘creativa’ senza nè capo nè coda.

 

Ho incontrato Lina, una professoressa di greco e latino in pensione, che anziché godersi la pensione – come si suole dire – ha aperto una libreria al posto di una sala Bingo, che le avrebbe creato meno grane e più guadagni. L’intraprendente ‘pensionata’ organizza, in collaborazione con Francesco, l’assessore alla cultura, degli eventi letterari in cui invitano gli autori, motivo per cui mi sono trovato lì. Inizialmente erano i canonici quattro gatti, ma un po’ alla volta l’idea sta prendendo piede e i gatti stanno aumentando.

 

Ho incontrato Domenico, un giovane e talentuoso giornalista che fa anche da conduttore agli eventi di cui sopra, compreso il mio. Domenico, come tanti altri giovani della sua età, ha voglia di scrutare nuovi orizzonti, ma intanto a Gela sta facendo la sua parte, e se approderà verso altri lidi non sarà altro che un arricchimento, per lui e per chi incontrerà.

 

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Ho incontrato don Lino, un giovane prete che si dedica ai poveri e sa contornarsi di tante persone generose che l’aiutano e lo sostengono in un’infinità di attività, oltre a riempire, com’è raro vedere, perlopiù con giovani, la chiesa prospiciente alla piazza della movida durante la messa festiva delle ore 19.00.

 

Ho incontrato Rosario, un ‘lupetto’ di nove anni che mi ha fatto da spalla nel salone parrocchiale in cui ho presentato il libro davanti a tanti scouts con le loro famiglie. Rosario, con la sua ingenua intraprendenza si è preso la scena come il più collaudato dei conduttori. E dire che sua mamma era preoccupata, perché lo vedeva troppo timidino.

 

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Ho incontrato Antonio, in una scuola media, con tanti altri ragazzi della sua età. Quando, parlando della mia esperienza in Etiopia, per stimolare la riflessione su diversità e immigrazione, ho chiesto ad Antonio, mentre gran parte degli altri ragazzi erano maldestramente distratti, come accoglieresti un ragazzo della tua età appena sbarcato da un ‘gommone’, lui, istintivamente, con molta semplicità ha pronunciato: “Ciao, io sono Antonio! Tu come ti chiami?”. E probabilmente non avrebbero fatto fatica a capirsi e giocare insieme. Antonio si è dimostrato il più attento e sensibile all’argomento, forse perché anche lui ritenuto diverso per le taglie in più che ha rispetto ai suoi coetanei.

 

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Ho incontrato Angelo, il direttore del carcere minorile Malaspina di Palermo, che mi ha invitato a cucinare, insieme a mia moglie Daniela – che mi ha accompagnato condividendo ogni attimo di questo indimenticabile viaggio – per i ‘suoi ragazzi’, dopo averli incontrati all’insegna di “Ora tu cuntu”, una delle tantissime iniziative che Angelo si inventa per farli sentire meno ‘dentro’ e dargli una speranza per un ‘fuori’ migliore. L’idea folle di Angelo è di portare la bellezza dentro un carcere. E da come ci hanno accolto i ragazzi, con tanto affetto e regalandoci dei biscotti prodotti e confezionati da loro sotto la supervisione del maestro pasticcere Giovanni, pare che ci stia riuscendo alla grande. Il pacchetto di biscotti, nella curatissima grafica che i ragazzi hanno studiato, riporta la seguente dicitura:

 

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Cotti in Fragranza

Se non li gusti non li puoi giudicare

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Ho incontrato Vito, che fa il Cuntastorie nel suo teatro Ditirammu: il più piccolo d’Europa. Un gioiello dove ogni centimetro esprime armonia e bellezza, e si Cunta da solo. Vito è uno dei tanti ‘folli’ amici di Angelo che si prestano alle sue richieste per il bene dei ragazzi (uno è diventato tecnico di scena del teatro) e per propagare la bellezza. Questa volta si è prestato anche per la presentazione del mio libro, ma, con i pochi partecipanti, avremmo anche potuto stare zitti, lasciandoci pervadere dalla armoniosa sintonia che si era creata attraverso quei sottilissimi fili che connettono persone che sanno semplicemente aprire il cuore.

 

 

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Infine, prima di partire ho incontrato una frase, girovagando intorno al Malaspina. L’ho trovata scritta su una Pietra Viva per ricordarci che l’amore ha la forza di trasformare, anche quando questo amore mette in gioco la propria vita.

 

Palermo non mi piaceva, per questo ho imparato ad amarla. Perché il vero amore consiste nell’amare ciò che non ci piace per poterlo cambiare.  Paolo Borsellino

 

CHI E’ ARRIVATO A LEGGERE FIN QUI, HA VINTO UN VIAGGIO IN SICILIA

 

 

7 commenti to Viaggio in Sicilia

  1. Renato, come sempre, grazie per la sensibilità, la testimonianza e la capacità di tirar fuori lo spirito del “si può fare”.
    Un abbraccio, ciao -a presto, spero- ezio

  2. Grazie Renato per aver condiviso con noi
    tutte queste storie… tutta questa bellezza.
    Incomincio la giornata con rinnovato entusiasmo:-)
    a presto
    Sonia

  3. Grazie Renato , con le tue testimonianze raccolte da gente comune e non, sei riuscito a dare un valore aggiunto alla nostra tanto amata Sicilia

  4. Noi siamo stati solo 4 giorni a Taormina, in occasione di un Convegno Nazionale dei Dirigenti Tecnici dei Comuni Italiani, e abbiamo colto la bellezza del mare, e delle antiche vestigia architettoniche romane.

    Ci è piaciuta la narrazione semplice, ma dettagliata, del tuo viaggio. Siamo certi che ti servirà per un capitolo del prossimo libro che hai già in mente …… di scrivere.
    A presto.

    Luigi e Caterina

  5. Grazie!! Le tue parole fanno capire che è molto importante approcciarsi, ovunque e con chiunque, non con il giudizio e la critica ma con il cuore. Così facendo si colgono gli sforzi e i risultati positivi ottenuti da chi agisce e non parla soltanto.

  6. Che bello,grazie per la testimonianza,mi ha fatto venire voglia di visitarla questa regione,e di incontrare tutte queste belle persone,

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